Onde ricciose

Cronache di un'onda ricciosa

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Scritto il 24 Luglio 202024 Luglio 2020
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Delilah
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«Io in sogno creo interi romanzi»

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Vento d'autunno: a sé mi paragona con gli occhi i Vento d'autunno:
a sé mi paragona con gli occhi
il mendicante
(Kobayashi Issa 小林一茶, 1763-1828) 
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秋の風
古事記はわれを
みくらべる
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
Per iniziare Novembre, non c'è niente di meglio della profondità e delle sensazioni autunnali di questo haiku di Kobayashi Issa. 
Con il suo stile particolare, era un innovatore del suo tempo. Il suo linguaggio, intriso di parole quotidiane, si avvicinava il più possibile a "tutto quanto è piccolo e di poca importanza per i più", alle piccole cose, a quelle che nessuno nota ma che meritano davvero attenzione.
Sublimava le tristi esperienze della sua vita imprimendole su carta e avvicinandosi in un certo senso "allo stile decadente". La debolezza si trasformava in limpidezza, le cadute e lo sgretolarsi diventavano tempra, luce e un modo per ricomporsi, esprimendo la propria voce con toni aerei, arcani e puri.
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
Fu un'eccezione nel panorama letterario del Giappone che, alla fine del XVIII e agli inizi del XIX secolo, non guardava alla realtà quotidiana della vita contadina. Fu l’unico a scrivere di tale realtà come veramente si presentava, non limitandosi a guardarla con gli occhi di un viaggiatore, di chi giunge in un luogo e ne rimane affascinato senza osservarlo a fondo, di chi spera di trovarne solo positive via di fuga, perchè il suo vissuto familiare lo spingeva a scrivere versi riferiti al paese natio - e per riflesso al resto - per come in realtà era, cioè uno scenario non idilliaco, pregno anche di criticità.
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
I suoi scritti sono decisamente la negazione di ogni estetismo e meritano un'attenzione in più. Si rivolge al mondo delle piccole cose. La sua voce canta la bellezza ovunque i suoi occhi si posino: nella dolcezza e tristezza della vita quotidiana, negli esseri più piccoli della natura, nei gesti comuni, in una parola, in un sentimento, in tutto quello che non è appariscente e materiale. Presta attenzione a ciò che lo circonda, agli sguardi, alla natura e a ciò che si trova oltre essi, evidenziando quanto sia importante, come insegnamento per la propria anima, volgere il proprio sguardo oltre tutto ciò che viene mostrato.
⠀⠀⠀
E per te? Quanto è importante guardare oltre? 🌿
Due mesi fa, sono stata felice dell'opportunità d Due mesi fa, sono stata felice dell'opportunità datami da @neonlibri di poter leggere l'ARC di 'Fathomfolk' di @elizachanwrites e, avendo già pubblicato all'epoca la mia opinione sul sito NetGalley, ci tengo a riportare anche qui le parole che spesi.
Leggerlo, infatti, è stata un'immersione totale in ambientazioni marine folkloristiche, in cui si è trasportati in un mondo nuovo, ricco di dettagli e sfumature, nomi particolari e creature mai viste.
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«Nessuno nasce sapendo già cosa fare, lo impara durante l'esperienza mediante gli errori»
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Affascinante e piacevole con capitoli non molto lunghi, nonostante un inizio un po' lento, per il quale è necessario prestare attenzione nei primi capitoli, la trama poi risulta scorrevole con un finale per niente banale che mi ha commossa al punto tale da chiedermi se possa esserci un seguito.
Eliza Chan descrive attentamente un mondo in cui esseri umani e creature degli abissi devono cercare un compromesso per vivere in armonia, ma il pregiudizio, la discriminazione e l'intolleranza rendono impossibile il processo. Tramite un racconto fantastico che segue il filo della mitologia dell'Asia orientale, riesce a creare un ambientazione da sogno, in cui si visita una città onirica in parte immersa nell'oceano, mentre si scopre una storia piena di elementi all'insegna della lotta, della scoperta di se stessi e del proprio io, oltre che d'amore in tutte le sue forme.
Ciò che colpisce fin da subito è anche il rapporto tra Mira, la donna mezza sirena mezza umana, e Kai, il suo compagno drago acquatico. La loro è una relazione osteggiata dai più per via della loro differente classe sociale, ma i due si amano sinceramente non senza incomprensioni. Eliza Chan, dunque, ci mostra i probabili problemi di una relazione reale che cerca di combattere il classismo e il pregiudizio, oltre che le difficoltà delle loro personalità e delle loro precedenti condotte di vita. Mi ha colpita l'essermi affezionata a loro e l'assistere ad azioni che mostrano come dovrebbe essere un sentimento puro e sincero, come amare voglia dire volere il bene dell'altro e come lo si possa dimostrare anche con piccoli gesti.
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«That's what I call craftmanship writing, meaning «That's what I call craftmanship writing, meaning, you know, I just churned that out. I'm not putting it down, it's just what it is, but I just sat down and wrote it, you know, with no real inspiration, based on a dream I'd had».
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Vi è mai successo di sognare qualcosa in maniera tale da portarvi a creare, spendere le vostre energie in qualcosa che amate o avere quelle idee chiamate geniali?
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È quello che è accaduto a John Lennon, in maniera del tutto spontanea, con #9𝘋𝘳𝘦𝘢𝘮, un pezzo che gli venne in sogno e gli giunse al risveglio già "compiuto", senza bisogno di lavorarci sopra o ispirazione, "sfornandola" semplicemente e donando al mondo parole e musiche pop psichedeliche in netta relazione con la visione onirica.
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"«[...] Era molto strano. Mi sembrava di essere in una tromba d'aria». Poi iniziò a scrivere sul suo taccuino. Nel sogno aveva sentito le parole 𝘈𝘩! 𝘉ö𝘸𝘢𝘬𝘢𝘸𝘢 𝘱𝘰𝘶𝘴𝘴è, 𝘱𝘰𝘶𝘴𝘴è e le scrisse. Due giorni più tardi John finì la canzone del sogno".
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Pubblicato come singolo il 16 Dicembre 1975, il titolo rispecchia la fascinazione che il numero nove esercitava su Lennon.
Il suo sogno fu la base sulla quale scrisse e arrangiò la canzone, utilizzando anche violoncelli nel ritornello, ed è la spiegazione alla base delle immagini irreali che giungono ascoltandola nel suo insieme. Le stesse parole iniziali del singolo, 𝘚𝘰 𝘭𝘰𝘯𝘨 𝘢𝘨𝘰, rispecchiano appieno l'atmosfera fantastica e il racconto suggestivo che ne intende fare. La canzone, infatti, avvolta in una melodia eterea, termina, anche con un richiamo al romanzo di Lewis Carroll, 𝘈𝘵𝘵𝘳𝘢𝘷𝘦𝘳𝘴𝘰 𝘭𝘰 𝘴𝘱𝘦𝘤𝘤𝘩𝘪𝘰, una delle opere più oniriche e surreali di sempre: "C'era magia nell'aria? Credo di sì/Dentro un fiume di suoni, Attraverso lo specchio/Giravo intorno, la musica toccava la mia anima/Qualcosa di caldo, poi subito freddo: era la danza dello spirito che si rivelava".
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May Pang scrisse: «questa era una delle canzoni preferite di John, perchè gli arrivò letteralmente in sogno. Si svegliò e scrisse il testo avendo in mente la melodia. Non aveva idea di cosa significasse, ma pensava suonasse benissimo».
↓
Soffia il vento si stringono forte i boccioli di p Soffia il vento
si stringono forte
i boccioli di pruno
(Uejima Onitsura 上島鬼貫, 1661-1738) 

風が吹く
梅の莟は
しっかりと 

Sul finire di Maggio e l'inizio di Giugno, oggi voglio augurarvi buongiorno con questo haiku tanto primaverile quanto estivo.

Sapete, 𝘜𝘮𝘦 corrisponde a 'pruno'. In questo caso i boccioli di pruno. 
Sono fiori che hanno una fragranza molto intensa, il cui colore può assumere tonalità che vanno dal bianco al rosa tenue, fino al cremisi. Ne esistono circa 300 diverse specie e sono da sempre considerati simbolo di buon augurio.
Negli 𝘏𝘢𝘪𝘬𝘶 indicano l’inizio della primavera, io, invece, voglio usarli per augurarvi buon inizio mese. 
Che questo periodo di mezzo che si avvia verso la fine della primavera e l'inizio dell'estate possa essere per voi ricco di novità, bellezza e serenità.

🌿 Da quale frase, libro, dipinto, canzone, film o serie vi siete sentitə più rappresentatə nel mese appena passato?

• Curiosità:
- prima dell'adozione del calendario solare nel 1873, per primavera - 𝘩𝘢𝘳𝘶 - si intendevano i mesi di Febbraio, Marzo e Aprile.
Venite con me in una passeggiata per Dicembre sull Venite con me in una passeggiata per Dicembre sulle note di I've got you under my skin, scelta da voi per #sinfonienarrate, con la voce magnetica di Frank Sinatra.
⠀
Immaginate di aprire la finestra ed essere trasportatə nella magia di questo mese, di avvertire il calore nonostante il vento gelido. I suoi colori sono talmente chiari da essere simili a quelli di una fiaba in cui dimorano creature magiche di ogni tipo.
Immaginate di percepire il profumo di cannella e di dolci, di osservare alla luce fioca di una candela il cadere dei fiocchi di neve e la dolcezza di un paesaggio del tutto ricoperto di bianco. Una panchina è completamente innevata, su un cespuglio si è formata una ghirlanda immacolata e sui rami di un abete verdissimo la brina si è cristallizzata durante la notte di freddo intenso, formandovi un rivestimento di ghiaccio molto fragile.
⠀
«Dimmi, tu sai perchè la neve è bianca? Perchè non riesce più a ricordare quale fosse un tempo il suo colore»
⠀
È il mese del Solstizio d'Inverno in cui bianco diventa sinonimo di mistero, intensità, purezza e amore.
⠀
«E si amarono l'un l'altro sospesi su un filo di neve»
⠀
Immaginate di guardare in una palla di cristallo, di scorgere tetti innevati e di correre fuori a giocare sul manto bianco. Immaginate di affacciarvi alla finestra e di sorridere, con una tazza di tè fumante in mano, all'affaccendarsi delle persone che, con carta da regalo sotto braccio, sono alla ricerca del dono giusto per far sentire specialə chi amano. 
I bambini sono impegnati in un ballo o in una battaglia di giochi tra la neve, ridono a crepapelle. Una nonna accarezza la testa della nipotina e le dona dei dolci che ha messo in un sacchetto. Si aggrappa a lei mentre passeggiano per il parco. 
Due innamoratə pattinano sul ghiaccio e un gruppo di amicə chiacchiera e ride dietro le vetrate di un bar davanti ad una tisana calda e dei biscotti, mentre un vociare allegro invade le strade. 
In una casa, riuscite ad intravedere una famiglia che si saluta abbracciandosi e che si è riunita dopo un lungo viaggio in macchina.
Da lontano rivolgete un abbraccio carico di speranza e affetto anche a chi ha uno sguardo perso e si sente solə.
(CONTINUA❄)
Oggi sono 27 candeline e devo ammettere di aver at Oggi sono 27 candeline e devo ammettere di aver atteso questo giorno più di qualsiasi altra cosa. Mi ci rivedo tanto per il suo essere il giorno prima del solstizio d'inverno, come a testimonianza del mio essere costantemente in oscillazione tra due fuochi. Ho sempre considerato questo giorno speciale un po' per la sua vicinanza al Natale, un po' perchè considero i compleanni un momento importante in cui si ha il diritto di prendersi del tempo per se stessi e per coccolarsi.
L'ho fatto stando con le persone a me care e con una cheesecake cannolo siciliano. Mi sono addentrata in questa avventura, coniugando il mio amore per questo tipo di dolci e per la Sicilia. (La II foto per ammirarne la bellezza 💚)
⠀
Per questa occasione, ho pensato sia di farvi un regalo (fine post) sia di farvi conoscere alcune curiosità su di me tramite 10 punti.
⠀
1. In un forte processo sinestetico, riesco a percepire il colore, il suono, l'odore o il gusto di qualsiasi cosa. Ad esempio, la lettera D e il numero 9 li percepisco come verde acqua e dal sapore di menta e liquirizia. Alcune note musicali, come il Fa e il Si, mi evocano la sensazione visiva del rosso.
2. Alle elementari, ho partecipato a vari eventi organizzati dalla mia scuola. La festa di benvenuto della delegazione ungherese è stata la mia preferita. Vestivamo con abiti tradizionali e avevamo un coro.
3. Da piccola, volevo fare la cantante. Il mio idolo pop era Alexia e mi venivano in mente idee come organizzare spettacoli a casa in cui io e le mie amiche avremmo dovuto recitare, cantare e ballare. Ho sempre amato creare dal nulla.
4. Il primo film che ho visto al cinema è stato "Tarzan". Mi ci portarono i miei genitori ed è uno dei ricordi più belli che ho. No, non è un caso che la colonna sonora fosse di Phil Collins.
5. A volte ho avuto tant* amic*, altre poch*, altre ho ricevuto così tante delusioni da essere decisamente troppe per soli 27 anni. È il motivo per il quale mi apro lentamente. Le amicizie migliori sono quelle che restano nonostante le difficoltà e che dimostrano un bene vero, sincero e disinteressato.
6. Il primo libro che ho letto è stato "Ci vediamo sulla mia tomba", un thriller per ragazz*, stupendo.
↓
Il Grande Mattino tra i pini soffiano venti antich Il Grande Mattino
tra i pini soffiano
venti antichi.
(Uejima Onitsura 上島鬼貫, 1661-1738)

大旦
むかし吹にし
松の風

• «Ōashita», qui tradotto "Grande Mattino", è un 𝑘𝑖𝑔𝑜 che indica il primo mattino dell'anno.

Come primo post per il mio ritorno, vi dono questo haiku pieno di splendore e bellezza. Quanta poesia può esserci nella definizione 𝐺𝑟𝑎𝑛𝑑𝑒 𝑀𝑎𝑡𝑡𝑖𝑛𝑜?
Presto Dicembre e quest'anno finiranno. Potrò dire addio ad un anno che, per me, non è stato facile. Da Marzo ho fatto sempre più fatica per via di alcune vicissitudini importanti accadute nella mia vita.
È stato pieno di difficoltà, ma i piccoli momenti belli accaduti li custodisco gelosamente nel mio cuore. Quei momenti e quelle emozioni hanno riscaldato il mio cuore nel momento in cui ne avevo più bisogno, donandomi l'energia giusta per guardare le cose con occhi diversi.
Quanto è stato importante viverli ed essere spensierata per un po'. Non vedo l'ora di raccontarveli.
⠀
Sto scrivendo queste righe mentre fuori c'è un freddo talmente gelido da arrivare dentro casa, eppure l'interno con l'albero addobbato acceso, il film e l'atmosfera giusta, la tisana accanto al quaderno e la coperta sulle gambe, sembra al tempo stesso caldo.
Sapete, in Giappone, le foglie degli aceri, con l'arrivo del freddo, si tingono di rosso intenso. Tra Novembre e Dicembre, il Giappone sembra essere in un incendio. È allora giusto, in questo caso, non definire più l'autunno come la stagione dell'arrossarsi delle foglie, ma attribuirne il merito all'inverno (𝑓𝑢𝑦𝑢 冬), il quale con il freddo pungente delle sue giornate e il suo incedere lento, lì come in altre parti del mondo, modifica prima i colori del paesaggio, stravolge il cielo, gli alberi e denuda alcune zone coprendole di neve.
Ho una voglia matta di vedere quel manto bianchissimo e sorridere di gioia di fronte a quello spettacolo. L'ho vista poche volte, ma ricordo benissimo i momenti in cui è accaduto, così come la felicità immensa che ho provato nel vederla cadere, ricoprire gli alberi davanti casa o il mio balcone e il giocare con essa con la spensieratezza che porta con sè. Ricordo il vederla creare magia in ciò che guardo con abitudine, come in un libro di fiabe.
↓
C'è una meta per il vento dell'inverno: il rumore C'è una meta
per il vento dell'inverno:
il rumore del mare.
(Ikenishi Gonsui 池西言水, 1650-1722)

木枯らしの
果てはありけり
海の音

Uno degli haiku che più preferisco e che associo alla fine di Dicembre è decisamente questo.

Lo adoro per il riferimento al mare, qui freddo, ma ugualmente meraviglioso e enigmatico. Come sapete, lo considero una parte di me a tal punto che ho voluto inserirlo nel mio nome.
𝑶𝒏𝒅𝒆 𝒓𝒊𝒄𝒄𝒊𝒐𝒔𝒆 deriva dal connubio mare/capelli e ho voluto riflettesse me in tutto e per tutto, o almeno una parte. Le 𝑜𝑛𝑑𝑒 si riferiscono non solo all'elemento che sento più parte di me, ma anche a come mi sento. Mi sono sempre sentita più vicina all'acqua che alla terra e fare nuoto mi ha dato modo di sentirmene sempre più parte. Buffo ma vero, quando sono al mare, mi dicono tutti che sembro un pesciolino. Mi tuffo e potrei restarci per ore. L'adrenalina che si prova nel muovere le gambe e le braccia con velocità è impareggiabile. È una sfida contro se stessi e i propri limiti. Ti senti come se potessi arrivare all'orizzonte e oltre. Da piccola, sognavo anche di essere una sirena, una creatura dell'acqua, e pensavo che la mia stanza fosse il mio mondo marino. Sorrido sempre, quando ricordo questo aspetto, perchè capisco sempre di più quanto l'acqua sia entrata nella mia anima.
𝑅𝑖𝑐𝑐𝑖𝑜𝑠𝑒, invece, l'ho collegato alle onde per tanti motivi. Si riferisce ai miei capelli ricci/mossi simili a delle onde, ma anche al fuoco che sento di avere, che anima le mie inquietudini, come un mare in tempesta. Tuttavia, l'ho scelto anche per la similitudine con le onde sulla riva. Le onde, quando si infrangono, si increspano, la schiuma si arriccia su se stessa per poi tornare libera. Da qui Delilah, un'onda ricciosa.
I suoi mille significati rappresentano come mi sento: un po' libera, all'inseguimento di mete sconosciute e dei miei sogni, un po' calma e a riposo, dopo la tempesta, quando sono felice, un po' inquieta come i miei capelli, indomabili come una fiamma.

Quest'anno ho potuto vedere il mare solo una volta, ma non mi basterebbe mai. Ogni volta che lo vedo, mi ricarico, indipendentemente che sia estate o inverno, ne sento il bisogno.

(CONTINUA NEI COMMENTI ↓)
Oggi, un anno fa, decidevo di mettermi in gioco e Oggi, un anno fa, decidevo di mettermi in gioco e di aprire questo spazio in cui potermi esprimere liberamente, condividere le mie passioni e conoscere persone con cui confrontarmi e parlare di tutto.
Si è realizzato tutto e ogni giorno di più sono sempre più felice di aver conosciuto delle persone meravigliose con cui ho legato tantissimo. Tramite un social non era scontato che succedesse e siete ormai parte della mia quotidianità. Ho trovato delle anime bellissime e non posso che esserne contenta.

Quello che mi ero prefissata era di parlare non solo di libri, ma anche di musica, a cui sono molto legata e che amo profondamente. Sono praticamente cresciuta con la musica e continua a far parte della mia vita in vari modi. Ogni momento o emozione lo associo spontaneamente a qualche canzone particolare. È come se la mia intera vita ruotasse attorno alla musica stessa e ammetto che non so resistere senza ascoltare qualche pezzo la mattina per caricarmi.

Sono letteralmente cresciuta a pane e Genesis. Da piccola, a casa, mettevano su tutti i più grandi artisti stranieri e italiani, compreso Phil Collins, che ormai ha un posto d'oro nel mio cuore, insieme a John Lennon. Ne parlavano, li cantavano, li suonavano e io assorbivo tutto con gioia. Crescendo, è stato meraviglioso notare quanto quei motivetti, seppur confusi, continuassero a far parte di me e li ricordassi come se li avessi ascoltati il giorno prima. Solo più avanti, studiando il pianoforte, ho apprezzato sempre di più la musica classica fino a diventare parte integrante di me.
È così che mi definisco oggi: un'amante della musica classica con il rock nel cuore. È quest'ultimo il genere che esprime appieno me stessa. Riflette la mia anima ribelle in cerca di libertà, che conosce perfettamente chi mi sta vicino da sempre.

Quant* di noi hanno cantato e ballato sulle varie hit pop? Quant* hanno ritrovato, nelle note jazz, gli aspetti più romantici e malinconici della propria vita? Quant* si sono commoss* sulle note del cantautorato italiano? E quant* si sono caricat* o hanno trovato libero sfogo in un pezzo rap?
Quant* di noi si sono sentit* liberi sulle note di una canzone rock?

(CONTINUA NEI COMMENTI ↓)
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